Criminalità, Confapi: no a rischiose generalizzazioni su denuncia procuratore. La vicepresidente Giglio: «Riflettere sulle parole di Melillo, ma tanti imprenditori perbene»

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«La denuncia del procuratore Giovanni Melillo sulle infiltrazioni della camorra nell’economia, nell’impresa e, più in generale, nella vita cittadina è un atto di onestà intellettuale su cui riflettere certamente, ma rischia di innescare una ingenerosa generalizzazione».

Lo ha detto Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli.

«Che possano esserci contaminazioni è fuor di dubbio – aggiunge – ma il sistema produttivo e imprenditoriale cittadino e, più in generale, campano è sano. Ci sono imprenditori, giovani e meno giovani, che a costo di sacrifici enormi portano avanti attività senza l’aiuto, anzi spesso con l’aggravio, dello Stato; e lo fanno di sicuro non cercando il sostegno di capitali sporchi».

«La magistratura ha dimostrato di saper colpire con efficacia realtà, anche di grandi dimensioni, nate e cresciute grazie ai soldi mafiosi – prosegue la Giglio – e sa, quindi, che la camorra è alla continua ricerca di occasioni di investimento».

«Una cosa, quindi, è il mercato nel suo complesso, altra cosa sono le posizioni dei singoli. La debolezza di uno o più soggetti – conclude la vicepresidente Confapi Napoli – non significa assolutamente che l’intero mondo imprenditoriale sia colluso. I reati, così come i peccati, sono personali. E ciascuno risponde dei propri».

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