Ci sono 31.130 assunzioni programmate dalle aziende campane. 17.700 soltanto a Napoli, ma i giovani disoccupati non rispondono. “Se si va avanti così, almeno nel mio settore, sposteremo la produzione in indi”, commenta non senza preoccupazione Massimo Di santis, presidente di Confapi Giovani Imprenditori Napolie a capo della società Tio-one Technology. I dati emergono dal recente bollettino Excelsior di Unioncamere Anapl.

 

Presidente Di Santis, il suo è un commento o una provocazione?

“Sarà anche una provocazione, ma il problema delle aziende ma il problema delle aziende è fin troppo serio”

Da che cosa deriva?

“Parlo per il mio settore: manca un punto di contatto tra università e imprese e poi i giovani ingegneri informatici sono attratti dalle grandi aziende, nonostante le piccole e medie imprese del territorio, molto competitive sui software personalizzati, abbiano commesse e propongano contratti egualmente remunerati e a tempo indeterminato. Ho avuto a colloqui giovani che hanno rifiutato questa offerta. È un atteggiamento culturale confermato da molti miei colleghi imprenditori”.

Così facendo davvero alle imprese campane non resterà che delocalizzare la produzione software?

“Sarebbe assurdo. E poi andare all’estero, rispetto a quanto credono in molti, non significa risparmiare. Gli stipendi sono più bassi ma ci sono altri costi come il trasferimento di know-how”

Quali correttivi chiede per far incontrare domanda e offerta nel mercato del lavoro?

“Sempre nel mio settore, le agenzie mostrano difficoltà a reclutare candidati. Il punto chiave però l’università: deve aprire la mentalità dei giovani al lavoro, far fare loro pratica con gli strumenti che utilizzeranno poi in azienda. Se le imprese di sviluppo software ricorrono a un certo linguaggio di programmazione informatico, gli atenei devono insegnare loro a usare principalmente questi strumenti. Le aziende sono disposte a formare i dipendenti “in house”, ma così facendo si ridurrebbero i costi”

È un appello da lanciare al neoministro Manfredi, con cui si è incontrato a dicembre?

“Certamente. Già una settimana prima della sua nomina a ministro, Confapi Giovani e Federico II hanno firmato protocollo di intesa per l’Accademia delle PMI per formare i giovani a fare impresa. Il progetto c’è, adesso dobbiamo metterlo in atto.

Nella difficoltà di trovare nuovi dipendenti ha inciso il reddito di cittadinanza?

“Alcune ricerche confermano questo dato, che riguarda i settori che hanno stipendi più bassi. Sarebbe opportuno investire più risorse in ulteriori sgravi sul costo del lavoro, soprattutto per le imprese che assumono. I soldi risparmiati andrebbero ai dipendenti”.

 

 

 

 

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