di Giancarlo Tommasone

Il presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco, ha proposto la creazione di una sorta di Agenzia del Mezzogiorno per centralizzare, presso un’unica stazione, i progetti di investimenti sul territorio stante le difficoltà dei livelli burocratici a gestire e portare a conclusione i programmi. Basterebbe vedere le percentuali di progetti realizzati coi fondi europei per rendersene conto (stime che sfiorano il 3 per cento in Campania). Stylo24 ha rivolto a Severino Nappi, responsabile nazionale di Forza Italia delle Politiche per il Sud, alcune domande sul progetto allo studio di Confapi.

 

Il presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco

 

Che cosa pensa di questa proposta?
Io credo che sia espressione del disagio degli operati dell’impresa del Sud. Che sono vittime della burocrazia delle amministrazioni, in particolare di quelle locali, e dell’incapacità di programmazione e di progettazione della politica regionale e nazionale. E’ il segnale spia che indica che le nostre imprese si sentono sole e sono male assistite.
Quanto è fattibile una idea del genere?
Partiamo dal presupposto che già esiste una Agenzia per la Coesione che teoricamente dovrebbe governare l’utilizzo concorde dei fondi europei. Di fatto nessuno ne sente parlare perché in realtà non opera nella finalità e nell’obiettivo che è stato posto in essere. Se dovessimo immaginare un altro ‘carrozzone’ senza poteri e senza capacità, non andremmo ugualmente da nessuna parte.
Qual è l’ostacolo maggiore per la sua realizzazione?
Bisogna superare la selva costituita dalla burocrazia e questo è un problema di riforma della macchina amministrativa e di competenza della politica. Quindi c’è bisogno di politici competenti che siano in grado di articolare una proposta sul territorio e di una macchina amministrativa che passi meno tempo a guardarsi l’ombelico, più tempo a produrre. Va bene in questo contesto un soggetto che faccia da centrale, ma non si ripeta l’esperimento di un carrozzone tipo la Consip, che di fatto sta marginalizzando, per esempio le imprese del Sud e che invece di migliorare le cose, per il funzionamento della pubblica amministrazione, addirittura le sta peggiorando.

 

La sede della Consip a Roma

 

Quale ricetta per migliorare l’efficienza dei livelli amministrativi nella gestione dei progetti di investimento?
Abbiamo bisogno di qualcosa che vada oltre, mi riferisco ad esempio a un nuova Cassa del Mezzogiorno, un organismo – come funzionò negli Anni Sessanta – che governava gli investimenti in una logica di sistema. E non con i patti del Sud, di cui ultimo drammatico fallimento è stato quello del governo Renzi o peggio ancora con l’assistenzialismo versione social dei Cinque Stelle. Per migliorare c’è bisogno in questo ambito, prima di tutto di due cose: meno regole e chi sbaglia paga.

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