di Giancarlo Tommasone

E’ stata proposta la creazione, da parte del presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco, di una sorta di Agenzia del Mezzogiorno. E’ allo studio, infatti, un organismo che si prefigge l’obiettivo di centralizzare, presso un’unica stazione, i progetti  di investimenti sul territorio. Tutto ciò in virtù del fatto che persistono difficoltà dal punto di vista burocratico per la gestione e per concludere i programmi. Sul progetto allo studio di Confapi, Stylo24 ha raccolto le considerazioni di Andrea Cozzolino, europarlamentare del Partito democratico e del Gruppo Socialisti e democratici, vicepresidente della Commissione sviluppo regionale.

 

Il presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco

 

Che cosa pensa della proposta di Confapi?
Non la conosco nei dettagli, però intendiamoci, un’agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno già c’è e fa capo a Maria Ludovica Agrò (direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale). Si tratta di un organismo che gestisce tutti i flussi di spesa delle risorse comunitarie, che sono le uniche risorse che abbiamo a disposizione per il Mezzogiorno, a netto dei vincoli, molto stringenti, che abbiamo sul Bilancio dello Stato.
Quindi cosa proporrebbe in alternativa?
Potrebbe essere di grandissimo aiuto una struttura sul modello della Banca europea per gli investimenti, che solleciti su due versanti. Uno che ha che fare con il reperimento di risorse private, l’altro relativo al personale da mettere a disposizione per le politiche di sviluppo e di crescita. Anche per dare un supporto alle pubbliche amministrazioni che sono in difficoltà – per vari motivi – da questo punto di vista.
Tornando al progetto di Confapi, qual è l’ostacolo maggiore per la sua realizzazione?
Oggi l’ostacolo non è nemmeno rappresentato dalla burocrazia, per una ragione: la burocrazia non c’è, è svuotata. Al momento quello che manca sono le energie, il capitale umano, intellettuale in grado di gestire operazioni così complesse. E’ avvenuta, nel corso degli ultimi anni, una modificazione, un blocco del turnover naturale nella pubblica amministrazione, soprattutto nei livelli medio-alti. Per tale motivo si fa una gran fatica ad affrontare certi tipi di progetto, che possiamo definire appunto, più complessi e strutturati. Con tutte le conseguenze negative del caso: ad esempio, i cantieri aprono con grandi difficoltà, i tempi si allungano, i contenziosi si moltiplicano.

 

La sede della Banca europea per gli investimenti

 

Cosa si potrebbe mettere in campo per migliorare l’efficienza dei livelli amministrativi nella gestione dei progetti di investimento?
E’ necessario avere una struttura che nei prossimi anni abbia la missione di lavorare in supporto alle pubbliche amministrazioni, regionali e comunali, città metropolitane, regioni e ministeri. Tutto ciò per accelerare e realizzare le opere e quindi rendere l’investimento pubblico e privato fortemente redditivo nel Mezzogiorno. Questa è una cosa che ci aiuterebbe molto.

 

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