Una città acefala tra baby gang e progetti fantasma

Il presidente di Confapi Napoli Gianpiero Falco: l'unico modello non può essere «Gomorra», ma a Napoli faticano a emergere le buone idee (che pure ci sono)

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Il presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco

Da Stylo24  giornale online di informazione e attualità

Edizione del 16/01/2018

 

I fatti di cronaca che si susseguono nella nostra città, causati dalle baby gang, hanno un alcunché di ridicolo rispetto alle figure inadeguate che le compongono, ma soprattutto rispetto alla realtà di contesto sociale, all’interno in cui queste malefatte vengono effettuate. Piccoli, non strutturati ancora fisicamente, e solo in branco spaventano la nostre città.
In altri tempi, due schiaffi avrebbero risolto il problema, ma sia il lavoro sociale, oserei dire distruttivo dagli «epigoni» della non violenza, sia l’assenza di tessuto sociale ed economico che dovrebbe garantire maggiori certezze ai genitori di questi insulsi, ci portano a questi fatti di cronaca, che diventano, incredibilmente, sempre più gravi; e questo, come dicevamo, soprattutto per le assenze, politiche, socio-culturali ed economiche della nostra città.
Sì perché noi siamo in un periodo in cui il populismo la fa da padrone, ed i paroloni si sostituiscono alle azioni concrete, assenti in questa benedetta Città ormai da troppo tempo. E né tantomeno dobbiamo farci abbindolare dalla presenza dei turisti, poiché sia la bellezza cittadina sia la liberazione dai rifiuti, insieme alla percezione di sicurezza dovuta alle nostre eccellenti forze dell’ordine,  fanno sì che questo fenomeno turistico possa avvenire. È ormai da più di tre consiliature che a Napoli non c’è guida. Si va avanti solo sulle potenzialità della nostra Città, e sui grandi difetti che la stessa soffre da decenni. Non si veicolano, dunque, le potenzialità della stessa, verso la via dello sviluppo. E questo lo si vede purtroppo nel degrado sociale che stiamo vivendo e che è l’oggetto di questo intervento che vuole analizzare il vuoto politico e di proposta di sviluppo che noi delle PMIdi Confapi vogliamo a tutta forza evidenziare. La mancanza di Lavoro endemico, che è un fenomeno ormai sofferto non più dalle classi appartenenti al proletariato ma anche e soprattutto dalle classe borghesi ed intermedie, appiattisce tutti verso il basso o peggio verso l’unico modello di potere che oggi è possibile: «Gomorra».

Questo è il motivo di ciò che accade, ma si badi bene, questo modello è legato a doppia mandata alla assenza totale della politica di proposta nella nostra città e a volte non solo nella nostra città, e non è quindi un fenomeno isolato. Ma avreste mai pensato a cosa succederebbe, se partissero i grandi progetti di Bagnoli?… con gli investimenti da realizzare in parteneriato pubblico-privato, se partisse la realizzazione dello stadio San Paolo?… in concessione, se partisse la razionalizzazione urbanistica e strutturale di Napoli est, nonché quella  urbanistica di Via Caracciolo, dotando la nostra città di spiagge frequentabili?
Se ci confrontassimo su Napoli e non sulle aspettative personali, forse riusciremmo a venirne fuori. Se riuscissimo a confrontare con le istituzioni gerarchicamente più elevate, sulle idee e non sugli slogan, per effettuare i grandi investimenti tipo Bagnoli, che sono portanti per il loro effetto moltiplicativo del reddito in Città, forse si inizierebbe a dare vera dignità e possibilità a quelle classi sociali che ormai vagano in città scoraggiate e senza possibilità di un domani certo e non arrangiato.

La città, se non si è ben spiegato il nostro pensiero, va guidata, ridisegnata con tutte le forze sociali e democratiche e sarà nostro impegno, in rappresentanza delle PMI cittadine della Confapi,  provare a portare e sollecitare un tavolo di lavoro serio e concreto con tutti gli attori coinvolti, che a breve possa portare proposte sul modello di sviluppo cittadino, per togliere fattualità al modello «Gomorra» che è, a nostro modo di vedere, il presupposto di questo modello sociale infernale. E non crediamo affatto che la celebrazione dello stesso, condensata in serie televisive sia la soluzione per conoscere la realtà ed evitarla. Tutt’altro. Noi crediamo che questa spettacolarizzazione non fa altro che suscitare spirito di emulazione poiché attecchisce in contesti molto bassi di svantaggio sociale producendo molti danni, tra cui l’esistenza di baby gang. Ora, ben conoscendo il nostro paese, so bene che questo fenomeno che non dovrebbe esistere sarà risolto dalle nostre forze dell’ordine nel tempo, ma mi domando fino a quando durerà che le castagne dal fuoco dei molti incapaci dovranno essere  tolte dai pochi e ultimi depositari del senso delle istituzioni e dello Stato?

Gianpiero Falco
Presidente Confapi Napoli

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