NAPOLI – «Se il Sud è stato relativamente colpito dall’emergenza covid-19 dal punto di vista sanitario, altrettanto non può dirsi sotto il profilo economico: il Governo deve varare una maxi-manovra a sostegno delle Pmi di tutta la filiera produttiva nazionale – dice presidente Confapi Napoli Raffaele Marrone, chiamando l’adunata per le Pmi -. Il rischio recessione, in contesti di mercato particolarmente fragili come quelli meridionali e campani, potrebbe rappresentare il colpo finale per la nostra economia». Già gli imprenditori dei pubblici esercizi stimano un crollo in 15 giorni dell’80 per cento del fatturato e Confesercenti una perdita di 250 milioni in due settimane per la sola Campania.

Oggi l’allarme è della Confapi: «Gli effetti immediati dovuti alla riduzione dei consumi colpiranno, principalmente, commercio agricoltura e turismo; il che significherà, come risvolto immediato, l’avvio di licenziamenti e chiusura delle attività più deboli (micro e piccole imprese) per questo – dice Marrone – è necessario evitare licenziamenti nel breve periodo per non disperdere competenze e non indebolire il tessuto economico e, al contempo, sostenere i consumi interni».

«Visto il panorama degli strumenti possibili almeno nel breve periodo, c’è necessità di intervenire sulla cassa integrazione in deroga, chiedendo al governo di aumentare le disponibilità finanziarie non solo per le zone immediatamente colpite (Zona Rossa e Zona Gialla) ma anche per le aree come la Campania sul cui Pil incidono fortemente proprio i settori dell’agricoltura, del commercio e del turismo – continua il presidente Confapi Napoli –. La crisi indebolisce ulteriormente le imprese più esposte per le quali si necessita di intervenire con strumenti che agiscano velocemente sui punti più critici: esposizione bancaria, accesso al credito, sostegno agli investimenti in corso. Uno dei primi effetti della riduzione del fatturato per le imprese è, infatti, la riduzione o la chiusura dei fidi: in molti casi questi eventi sono il preludio alla chiusura o al fallimento. Per sostenere il mercato, soprattutto quello interno è necessario infine rendere celeri due ulteriori azioni: ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, e sbloccare tutte le opere pubbliche, soprattutto quelle che dipendono dalla Regione, aprire cantieri ed investire».

Invece Confcommercio Campania ha sottoposto una serie di proposte al presidente della Regione Vincenzo De Luca «affinché possa avere un quadro definito, serio e concreto delle necessità degli imprenditori della nostra regione per poter affrontare la grave emergenza sanitaria ed economica in atto»: «Abbiamo richiesto la sospensione di tasse e contributi per tutte le categorie almeno fino al 30 giugno; la cassa integrazione in deroga per le imprese di ogni settore per non dover licenziare i lavoratori in questo periodo di fermo che non sappiamo quanto durerà; un contributo economico, anche sotto forma di credito d’imposta, commisurato al calo di fatturato (sull’esempio di quanto fatto per le zone terremotate); la moratoria sui mutui» dice il direttore generale di Confcommercio Campania Pasquale Russo: «Abbiamo inoltre sensibilizzato il presidente De Luca affinché si possa sospendere o ridurre l’Irap per il 2020. È evidente che si tratta di misure straordinarie che vanno nella direzione di evitare un tracollo della nostra economia e dell’occupazione, confidando che si possa reagire tutti insieme, come sistema paese».

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