di Rino d’Andrea

Al via l’avviso pubblico per la concessione di incentivi finalizzati a sostenere le imprese sul «Sistema produttivo della Cultura» e sui «Nuovi prodotti e servizi per il turismo culturale». L’obiettivo del provvedimento della Giunta Regionale è migliorare la qualità dell’offerta culturale esistente attraverso il sostegno alle imprese economiche di settore, stimolando la creazione di nuovi servizi e l’innovazione dei processi. Sono 10 i milioni stanziati che verranno suddivisi in due interventi: ambito 1 «Sistema produttivo della Cultura» (4 milioni) e ambito 2 «Nuovi prodotti e servizi per il turismo culturale» (6 milioni).

Felice Russillo, delegato alla Formazione e all’Innovazione di Confapi Napoli

«Il primo ambito si rivolge prevalentemente al sostegno delle imprese esistenti nel settore della cultura attraverso processi tradizionali e punta al loro rafforzamento, mentre il secondo ambito è rivolto a quelle imprese che vogliono fare sperimentazione tecnologica e di settore, interfacciandosi con altri settori quali l’industria creativa, la manifattura, l’alta tecnologia e il turismo», spiega Felice Russillo, delegato alla Formazione e all’Innovazione di Confapi Napoli, l’associazione delle Piccole e medie imprese del capoluogo campano.

«Possono presentare domanda di agevolazione le Micro, Piccole o Medie Imprese (Mpmi), che operano nella sfera del patrimonio culturale storico e artistico, delle produzioni dei contenuti culturali, della cultura materiale e delle attività correlate – spiega ancora Russillo –. L’entità massima del contributo concedibile è pari per l’Ambito 1 all’80% delle spese ammissibili, mentre per l’Ambito 1 al 60% delle spese ammissibili».

«Inoltre – aggiunge – la Regione ha previsto un’azione dedicata di accompagnamento tecnico, attraverso: attività di informazione e animazione ai potenziali proponenti e sportelli di orientamento».

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca

Le domande di agevolazione dovranno essere compilate on-line, accedendo, previa registrazione, al sito «sid2017.sviluppocampania.it», sottoscritte digitalmente e inviate mediante procedura telematica a partire dalle ore 10.00 del 50° giorno successivo alla pubblicazione sul BURC dell’Avviso e fino alle ore 14.00 del 60esimo giorno successivo alla data di pubblicazione sul BURC dell’avviso.

«Una misura importante – sottolinea Russillo – che, per la prima volta, dà valore al patrimonio immateriale della filiera della valorizzazione culturale».

Questo finanziamento avrà ricadute calcolabili sull’occupazione e sullo sviluppo del territorio o si tratta di una misura che svilupperà effetti anch’essi immateriali?

«Intanto dobbiamo dire che il ritorno si può certamente valutare, considerato che, nelle griglie di assegnazione, ci sono 10 punti in più per chi prevede la creazione di nuovi posti di lavoro. L’importanza del bando è però al di là dell’impatto che avrà, è sul metodo: si inizia cioè a dare voce a settori importanti che non sono mai stati però qualificati come settori industriali».

Tipo?

«La creatività, ad esempio. Abbiamo sempre visto il creativo come un soggetto isolato, slegato dai processi di filiera che opera quasi in maniera autonoma. Il che è sbagliato. Un creativo – sia che si occupi di moda, di gaming o di informatica – crea valore ed è un tassello di una più articolata rete di sviluppo. In Italia e, in Campania soprattutto, è una visione che non è molto radicata. Basta andare all’estero per rendersi conto di quanto sia importante, invece. Berlino è una città fortemente innovativa perché c’è una importante concentrazione di creativi. La creatività è un asset industriale in tutto e per tutto».

C’è ancora qualcosa da migliorare nel bando, secondo lei?

«Forse 10 milioni sono tendenzialmente pochi per soddisfare la richiesta di un settore in grande evoluzione e di eccezionale dinamismo. Preferisco però sottolineare gli aspetti positivi che sono sostanzialmente due. Per la prima volta, viene dato valore a strumenti finora poco considerati come i distretti turistici (la Campania è la regione con più aree distrettuali riconosciute in Italia). Si investe sulla filiera della valorizzazione culturale e sui suoi elementi caratteristici immateriali».

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