Rassegna Stampa 13/02/2018 – Convegno organizzato da Confapi Sanità e Federbiologi : I laboratori di analisi della regione Campania rischiano di scomparire a causa di una legge che ne impone l’aggregazione.

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Sulla sinistra il governatore Vincenzo De Luca; a destra la Presidente Confapi Sanità Campania Silvana Papa;

 

 

 

 

Da: IL MATTINO

Edizione:  13 Febbraio 2018

De Luca «Sostegno ai laboratori»

Un decreto per impedire la riorganizzazione dei laboratori di analisi. Su questo i rappresentanti del comparto in Campania (400 laboratori convenzionati, 3mila lavoratori impiegati) trovano un alleato nel governatore Vincenzo De Luca che ha ascoltato le istanze dei biologi laboratoristi nella sala (strapiena) di un hotel del Centro Direzionale. «I laboratoristi, i dipendenti dei laboratori, gli ex dipendenti – ha spiegato Silvana Papa, presidente Confapi Sanità Campania – sono coloro che stanno subendogli effetti di un decreto ingiusto che ha negato il diritto in Campania di utilizzare forme di aggregazione sancite dal diritto italiano». Il riferimento alla legge di riordino dei laboratori regionali che prevede un’unica forma di aggregazione con un solo laboratorio-capofila e tutti gli altri costretti alla chiusura e alla trasformazione in centri prelievo satellite. «La prospettiva – ha detto De Luca – è quella di una grande battaglia politica. Non sarà un cammino semplice, né breve, ma uniti ce la faremo e, se c’è datare una modifica normativa, non ci faremo spaventare».

 

Da: IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Edizione:  13 Febbraio 2018

Laboratori d’analisi in mani straniere

Allarme per 1.500 posti di lavoro

La consigliera regionale Ciaramella denuncia: responsabilità del vecchio commissario

NAPOLI .«Multinazionali estere rappresentate da fondi finan­ziari stanno facendo “shop­ping” in Campania acquisen­do laboratori di analisi co­stretti alla chiusura per colpa di una scellerata applicazione della legge nazionale ad opera della precedente giunta regio­nale».

A far scoppiare il caso è la consigliera regionale Anto­nella Ciaramella, che ha colle­gato questo fenomeno all’ap­plicazione che si è voluta dare in Campania della legge na­zionale sulla riorganizzazione della rete. il meccanismo de­nunciato dalla consigliera PD prevede «mega laboratori nel quali fare le analisi e un nu­mero enorme dì strutture ri­dotte alla riconversione in semplici centri prelievo satel­lite». Tra i laboratori campa­ni, il più famoso ad essere passato di mano è l’Sdn. Stan­do ad un dossier realizzato proprio dalla consigliera re­gionale di maggioranza, l’at­tuale meccanismo «hub & spoke» metterebbe a rischio circa 1.500 posti di lavoro, più l’indotto. Non a caso la que­stione è stata sollevata ieri, occasione nella quale i biologi e gli imprenditori del com­patto si sono trovati a confronto con il commissario e governatore Vincenzo De Lu­ca, il solo a poter decidere se procedere con la strada intra­presa o cambiare la rotta.

Attorno alle acquisizioni da parte delle multinazionali ci sarebbero, secondo Ciaramella, anche problemi di manca­to rispetto delle leggi. «Il de­creto commissariale 109  del 19/11/2013 — spiega – in appli­cazione dell’accordo Stato-Re­gioni, vieta che un unico sog­getto, sia esso anche una mul­tinazionale, possa avere il controllo di più laboratori o aggregazioni in diverse regio­ni». Su questa questione si spendono da tempo Federbiologi e Confapi Sanità Cam­pania, rispettivamente per vo­ce della segretaria nazionale Elisabetta Argenziano e della presidente campana Silvana Papa. Il problema è ovvia­mente legato per imprendito­ri e dipendenti alle ricadute occupazionali, seno già molti i dipendenti di questi labora­tori, che si avviano a diventar centri prelievo, ad essere stati mandati a casa. Molti altri si trovano ora con un numero di ore, e quindi con stipendi, di­mezzati. Se la previsione di Ciaramella è di 1.500 posti a rischio, non sono da meno i numeri dell’indotto che in Campania, con 50 aziende e 500 dipendenti, vale 60 milioni di euro. Numeri che non possono essere ignorati, non è un caso che Vincenzo De Luca abbia aper­to ieri alla possibilità di «co­struire una prospettiva molto interessante che tenga insie­me qualità delle prestazioni e tutela del mondo del lavoro».

La «prospettiva» a cui si ri­ferisce De Luca è quella della creazione dei «consorzi di re­te». «La legge – aggiunge – lo consente, perché noi abbia­mo utilizzato una sorta di var­co: l’accordo Stato-Regioni prevedeva la possibilità di avere delle intese specifiche». Non resta che aspettare e ve­dere se il governatore realiz­zerà quello che lui stesso ha definito il «modello Campania».

 

Da: LE CRONACHE DI NAPOLI

Edizione:  13 Febbraio 2018

Federbiologi: ‘Si possono salvare 1500 posti di lavoro”

L’associazione chiede l’intervento del governatore: “Punti sulla rete contratto

NAPOLI (ila.rag.) – I labo­ratori hanno protestato più volte per le nuove misure che rischiano di far scompa­rire quelli più piccoli. Feder-biologi chiede alla Regione un interessamento l’attivo. Le parole di Antonella Ciaramella sono state apprez­zate ma ora serve l’intervento del governatore. “Abbia­mo la conferma dei danni che una visione restrittiva della riorganizzazione della rete sia creando e creerei, Sappiamo che multinaziona­li estere e società di capitali hanno fatto incetta di laboratori in tutto il Paese, ciò sta avvenendo anche in Campania. alti abbiamo ancora la possibilità di sal­vare la professionalità ita­liana per evitare il peggio. Un’occasione che non dob­biamo sprecare”. ha detto la presidente di Federbiologi, Elisabetta Argenziario. L’associazione di categoria chiede che si punti sul modello di ‘rete contratto’. cosi come si e fatto in Puglia, Basilicata e in Cala­bria dove, anche se in piano di rientro, si è lavora­to per salvaguardare professionalità e posti di lavoro, In questo senso la Campania sarebbe pronta. Federbiologi attacca la giunta prece­dente. quella dì Stefano Caldoro, ma ora chiede a quella di De Luca di chiude­re il cerchio. Almeno 1500 posti di lavoro potrebbero sparire senza un intervento.

 

Da: LE CRONACHE DI NAPOLI

Edizione:  13 Febbraio 2018

Ieri il tavolo organizzato dal Confapi con il presidente della Campania: sotto accusa il decreto Caldoro

Piccoli laboratori, il dibattito si accende

Gli sportelli che effettuano meno di 70mila prestazioni devono unirsi individuando il polo centrale

di Ilaria Ragozzino

NAPOLI – Dibattito aperto sui laboratori d’analisi. Ieri al Centro direzionale si è tenuto l’incontro organiz­zato dal Confapi dal titolo `I laboratori campani incontrano il presidente De Luca’. A sedere al tavolo oltre al governatore Vin­cenzo De Luca, la presi­dente del Confapi Sanità Campania Silvana Papa; e i consiglieri regionali Antonella Ciaramella e Alfonso Longobardi. La consigliera del Pd Clarametta ha lanciato l’allarme e chiesto tempi rapidi alla Regione per salvare i pic­coli laboratori di analisi da una misura elaborata dal governo regionale targato Caldoro,  che aveva cercato di riorganizzare il compat­to creando una rete. Tutti i piccoli laboratori, che non effettuano almeno 70 mila prestazioni anime, devono unirsi con altri individuan­do un laboratorio centraliz­zato. Il decreto Caldoro  obbliga ad aggregazioni dette hub e spoke, ovvero un solo mega laboratorio dove si fanno le analisi e tutti gli altri devono chiudere e diventare centri pre­lievo satellite. In questa maniera sono a rischio 1.500 posti di lavoro, più l’indotto. A guadagnare sulla pelle di queste fami­glie campane saranno proprio i colossi finanziari che dopo aver con centrato lutto il settore in megastrutture potranno massimizzare i profitti o rivendete fino a 5 volte di più del prezzo pagato”. ha spiega­to Ciaramella. Di tutt’altra posizione il presidente dellordine dei Biologi Vin­cenzo D’Anna, che invita argomento del dibattiti politico: “Basta falsi allarmi e propaganda elettorale sui laboratori d’analisi in Campania. Grazie alla normativa adottata nel 2013 dalla Regione Cam­pania in materia di riorganizzazione della rete, le cosiddette multinazionali hanno rilevato, appena cinque laboratori di analisi su 620. e tutti di grandi dimensioni. Ogni altra voce allarmistica è desti­tuita di fondamento e tendenzialmente volta all’elusione della legge. Bene farebbe Ciaramella a preoccuparsi delle centi­naia di strutture che hanno dato attuazione alla nor­mativa con cospicui inve­stimenti per il migliora­mento. Tutto ciò stride con i reiterati proclami del pre­sidente della Regione di approdare ad una sanità efficiente e qualificata”, ha fatta sapere D’Anna.

Il governatore annuncia una misura che cerca di mediare tra la necessità di tutela­re posti di lavoro e quella di riorganizzare la rete, ovvero i consorzi: ‘Abbia­mo due piani fermi: garan­tire la qualità delle presta­zioni da jarnire ai pazienti per le analisi laboratori, tutelare i migliaia di dipendenti impegnati nei piccoli laboratori e lo faremo attraverso i consorzi di rete, che la legge permette. Abbiamo utilizzato un varco normativo per darci un nostro modello campa­no, conclude.

ANTONELLA CIARAMELLA

“A guadagnare sulla pelle delle famiglie saranno i grandi colossi finanziari ottimizzando i loro profitti”

 

Da: IL MATTINO.IT

Edizione:  12 Febbraio 2018

L’allarme della consigliera Ciaramella: «I laboratori d’analisi campani stanno passando alle multinazionali»

«Multinazionali estere rappresentate da fondi finanziari, stanno facendo shopping in Campania acquisendo, spesso a prezzi al doppio del valore, molti laboratori di analisi costretti alla chiusura per colpa di una scellerata applicazione della legge nazionale ad opera della precedente giunta Caldoro. Il decreto Caldoro, infatti, obbliga ad aggregazioni dette hub e spoke, ovvero un solo mega laboratorio dove si fanno le analisi e tutti gli altri devono chiudere e diventare centri prelievo satellite. In questa maniera sono a rischio 1500 posti di lavoro, più l’indotto. A guadagnare sulla pelle di queste famiglie campane saranno proprio questi colossi finanziari che dopo aver concentrato tutto il settore in megastrutture, potranno massimizzare i profitti o rivendere fino a 5 volte di più del prezzo pagato. Qual è il risparmio della Regione in base al decreto Caldoro? Zero, zero assoluto! ». A lanciare l’allarme e chiedere tempi rapidi è la consigliera regionale del Pd, Antonella Ciaramella.

Da tempo a lavoro su un problema che interessa migliaia di famiglie campane e che rischia di mandare in fumo quasi 1.500 posti di lavoro, Ciaramella ha analizzato ogni possibile aspetto della vicenda, individuando diverse contraddizioni e, ora, anche azioni palesemente contrarie alle leggi italiane. Tre i nomi che compaiono nello studio messo a punto dalla consigliera e dal suo staff: Synlab, Labco e Lifebrain. «Questi grossi gruppi, o dovremmo dire due, visto che Synlab e  Labco si sono fusi, stanno acquistando moltissime strutture private anche in Campania oltre che nelle altre regioni (ad es. lifebrain ne ha 140 circa ad oggi) mentre Il decreto commissariale 109 del 19/11/2013 in applicazione dell’accordo stato regioni, vieta nella maniera più assoluta che un unico soggetto (sia esso anche una multinazionale) possa avere il controllo di più laboratori o aggregazioni in diverse regioni.

«Alla luce di tutto ciò occorre anzitutto correggere il decreto Caldoro eliminando l’obbligatorietà dell’organizzazione hub&spoke. In secondo luogo va precisato con chiarezza che l’obbligo dell’aggregazione non significa anche obbligo di adottare una unica forma aggregativa. Questo significa che più laboratori devono unirsi fra di loro ma senza per forza perdere le loro funzioni oltre che di prelievo anche di analisi. Starà ai privati scegliere la formula che salvaguardi professionalità e livelli occupazionali dei singoli laboratori uniti in unico soggetto contrattuale nei confronti della regione. Questa del resto la strada adottata da tutte le altre Regioni». In effetti la vicenda sta creando molti dubbi anche tra i giuristi. Un percorso su cui la consigliera regionale Ciaramella ha deciso da tempo di impegnarsi a garanzia del rispetto della legge e degli interessi dei lavoratori e delle imprese del territorio e della salute dei cittadini che hanno diritto a in servizio sanitario di prossimità.

«Grazie alla normativa adottata nel 2013 dalla Regione Campania in materia di riorganizzazione della rete, le multinazionali hanno rilevato, appena cinque laboratori di analisi su 620 e tutti di grandi dimensioni. Ogni altra voce allarmistica è pertanto destituita di fondamento e tendenzialmente volta all’elusione della legge che disciplina la materia e che rappresenta uno dei punti obbligati del piano di rientro dal debito a cui è vincolata la nostra regione», afferma, in una nota, il senatore Vincenzo D’Anna, presidente nazionale dell’Ordine dei Biologi e di Federlab Campania, l’associazione di categoria maggiormente rappresentativa delle strutture ambulatoriali private accreditate, con oltre 700 centri associati presenti su tutto il territorio regionale. Per D’Anna «bene farebbe il consigliere regionale Ciaramella a preoccuparsi delle centinaia di strutture che hanno dato attuazione alla normativa con cospicui investimenti per il miglioramento, la riqualificazione tecnologico-organizzativa e di personale della rete laboratoristica campana. E bene farebbero tali sprovveduti critici a preoccuparsi, semmai, del taglio delle tariffe di remunerazione di oltre il 30% da parte del governo e della Regione, nonché dell’insufficiente programmazione del fabbisogno ovvero della limitazione dei tetti di spesa per le strutture accreditate che costringe, ogni anno, i cittadini ed i malati a doversi procurare tali prestazioni privatamente oppure attraversando il calvario delle lunghe liste di attesa». «In campagna elettorale – sottolinea ancora D’Anna – ogni menzogna è lecita, ma nessuno ha il diritto di mentire ai malati contrabbandando piccoli interessi di bottega con battaglie in difesa delle strutture accreditate». «Tutto ciò – conclude il presidente dei Biologi – stride, ancora una volta, con i reiterati proclami del presidente della regione Vincenzo De Luca di approdare ad una sanità efficiente e qualificata in linea con la normativa in materia».
Lunedì 12 Febbraio 2018, 11:30 – Ultimo aggiornamento: 12-02-2018 20:06

Disponibile a:  https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/campania_laboratori_analisi_comprati_da_multinazionali-3543626.html

 

 

Da: IL MATTINO.IT

Edizione:  12 Febbraio 2018

Rischio laboratori come punti prelievo: arriva la risposta campana

NAPOLI. Sul rischio che i laboratori vengano ridotti a punti prelievo, con conseguenti perdite dei posti di lavoro si è concentrato l’incontro organizzato da Confapi Sanità Campania e il sindacato nazionale biologi liberi professionisti Federbiologi a cui ha partecipato il governatore Vincenzo De Luca. «La normativa regionale ha soddisfatto l’esigenza nazionale dell’aggregazione – spiega Silvana Papa, presidente Confapi sanità Campania – ma in Campania questa ha eliminato qualsiasi forma aggregativa che consentisse la vita stessa dei laboratori, riducendoli a punti prelievo con la formazione di consorzi. Noi chiediamo che venga applicato tutto ciò che è previsto dall’ordinamento nazionale, ossia che ci possa essere aggregazione in reti che non provochino perdite di posti di lavoro ma che siano funzionali alla riorganizzazione».

E il presidente della Regione Campania non si tira indietro. «Abbiamo due punti fermi: garantire la qualità delle prestazioni da fornire ai pazienti per le analisi laboratoriali, tutelare i migliaia di dipendenti impegnati nei piccoli laboratori – afferma il governatore De Luca – Lo faremo attraverso i consorzi di rete, che è una prospettiva che la legge consente. Abbiamo utilizzato un varco normativo per darci un nostro modello campano».

«In Campania, così come avvenuto in Puglia ed in Calabria, per evitare la chiusura di numerose attività con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, senza comunque determinare risparmi economici, stiamo lavorando da tempo per arrivare ad adottare forme innovative di aggregazione come i “Contratti di Rete” tra i laboratori – sottolinea il consigliere regionale Alfonso Longobardi – Tale nuovo modello di accorpamento consentirebbe sia il mantenimento dell’autonomia delle strutture nella fase analitica completa (ovvero la possibilità di continuare ad erogare le prestazioni di laboratorio fino ad oggi effettuate) sia la necessità di adempiere a quanto previsto dalla norme, ovvero procedere all’aggregazione giuridica delle strutture. Proprio per meglio strutturare questa nuova proposta di aggregazione, con il Presidente Vincenzo De Luca, abbiamo lavorato ad una proroga tecnica che fissa ad aprile 2018 il termine per completare tutti gli adempimenti utili e dare stabilità ad un comparto quale quello dei laboratori di analisi cliniche, che nonostante le incredibili difficoltà continuano ogni giorno a garantire qualità e una risposta assistenziale certa a favore di tutti i Campani».

Lunedì 12 Febbraio 2018, 18:49 – Ultimo aggiornamento: 12-02-2018 18:49 

Disponibile a:  https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/rischio_laboratori_ridotti_punti_prelievo_ecco_la_risposta_campana-3544131.html

Da: LA CITTA’

Edizione:  13 Febbraio 2018

IL CASO »SANITA E AFFARI IN CAMPANIA

Lo “shopping” dei laboratori d’analisi

La denuncia della Caramella: «La legge Caldoro favorisce le multinazionali». D’Anna: «Solo cinque sono passati di mano»

 

NAPOLI. È scontro sulla norma regionale di 5 anni fa che riorganizzò la re­te dei laboratori, con la maggio­ranza e una parte dei centri in pressing sul governatore De Lu­ca per cambiarla. Una richiesta formulata nel confronto pubbli­co di ieri a Napoli, al quale De Luca era presente. Invece di ag­gregazioni sfocianti in fusioni tra piccoli laboratori, obbligate dalla normativa, gli operatori del settore propongono corret­tivi già previsti dall’ordinamen­to. Come la possibilità di riunir­si in associazioni temporanee di impresa, reti di impresa, reti contratto, reti soggetto e coop. I contratti di rete. La linea segui­ta dalla Regione è quella dei “Contratti di Rete” tra i labora­tori: «Si tratta di un nuovo mo­dello di accorpamento – spiega Alfonso Longobardi, vicepresi­dente della Commissione Bilan­cio della Regione – che consenti­rebbe sia il mantenimento dell’autonomia delle strutture nella fase analitica completa (ovvero la possibilità di conti­nuare ad erogare le prestazioni di laboratorio fino ad oggi effettuate  sia la necessità di adem­piere a quanto previsto dalla norma, ovvero procedere all’ag­gregazione giuridica delle strut­ture». Per meglio strutturare questa nuova proposta di aggre­gazione, spiega Longobardi ­«con il presidente De Luca ab­biamo lavorato ad una proroga tecnica che fissa al prossimo aprile il termine per completare tutti gli adempimenti utili e da­re stabilità ad un comparto che, nonostante le incredibili diffi­coltà, continua garantire quali­tà e una risposta assistenziale certa per tutti i campani». L’assalto delle multinazionali. «Multinazionali estere rappre­sentate da fondi finanziari, stan­no facendo shopping in Campa­nia – denuncia intanto Antonel­la Ciaramella, consigliera Pd ­acquisendo, spesso a prezzi al doppio del valore, molti labora­tori di analisi costretti alla chiu­sura per colpa di una scellerata applicazione della legge nazio­nale ad opera della precedente giunta Caldoro. Il decreto Cal-doro, infatti, obbliga ad aggre­gazioni dette hub e spoke, ovve­ro un solo mega laboratorio do­ve si fanno le analisi e tutti gli al­tri devono chiudere e diventare centri prelievo satellite. In que­sta maniera sono a rischio 1500 posti di lavoro, più l’indotto».

In uno studio messo a punto dalla consigliera, ci sono i nomi di Synlab, Labco e Lifebrain. «Questi grossi gruppi, o do­vremmo dire due, visto che Synlab e Labco si sono fusi – sostie­ne Ciaramella – stanno acqui­stando moltissime strutture pri­vate anche in Campania oltre che nelle altre regioni – ad esem­pio Lifebrain ne ha 140 circa ad oggi – mentre il decreto com­missariale di Caldoro, in appli­cazione dell’accordo Stato-Re­gioni, vieta che un unico sogget­to -sia esso anche una multina­zionale – possa avere il control­lo di più laboratori o aggrega­zioni in diverse regioni». Secon­do Ciaramella, «a guadagnare sulla pelle delle famiglie campa­ne saranno proprio i colossi fi­nanziari che, dopo aver concen­trato il settore in mega struttu­re, potranno massimizzare i profitti, o rivendere fino a Svolte di più del prezzo pagato».

La difesa di Federlab. L’allarme viene però respinto dal senato­re Vincenzo D’Anna, presiden­te nazionale dell’Ordine dei Bio­logi e di Federlab Campania. «Grazie alla normativa adottata nel 2013 dalla Campania – dice ­le multinazionali hanno rileva­to appena 5 laboratori di analisi su 620 e tutti di grandi dimen­sioni. Ogni altra voce allarmisti­ca è tendenzialmente volta all’e­lusione della le e che rappre­senta uno dei punti obbligati del piano di rientro dal debito a cui è vincolata la nostra regio­ne». Per D’Anna «bene farebbe Ciaramella a preoccuparsi delle centinaia di strutture che han­no dato attuazione alla normati­va con cospicui investimenti per il miglioramento della rete laboratoristica campana. E be­ne farebbero tali sprovveduti critici a preoccuparsi, seminai, del taglio delle tariffe di remunerazione di oltre il 30% da par­te del governo e della Regione, nonché dell’insufficiente pro­grammazione del fabbisogno ovvero della limitazione dei tet­ti di spesa per le strutture accre­ditate che costringe, ogni anno, i cittadini ed i malati a doversi procurare tali prestazioni priva­tamente oppure attraversando il calvario delle lunghe liste di attesa».

Gianmaria Roberti

 

Da: IL QUOTIDIANO DEL SUD

Edizione:  13 Febbraio 2018

Multinazionali e laboratori

Argenziano: «De Luca intervenga»

«Quanto rilevato da Antonella Ciramella sulla rior­ganizzatone della rete dei laboratori è estremamente grave, siamo certi che il go­vernatore Vincenzo De Luca farà tutto quanto in suo potere per salvare i posti di lavoro e le imprese campane. Que­ste le parole della presidente di Federbiologi Elisabetta Amandone in merito all’al­larme lanciato dalla consi­gliera regionale del Pd. «Grazie all’interessamento della consigliera Ciaramella – prosegue Argenziano ab­biamo la conferma dei danni che una visione restrittiva della riorganizzatone della rete sta creando e creerà. Sappiamo che multinaziona­li estere e società di capitali hanno fatto incetta di labora­tori in tutto il Paese, ciò sta avvenendo anche in Campa­nia. Qui abbiamo ancora la possibilità di salvare la pro­fessionalità, italiana per evi­tare il peggio. Un’occasione che non dobbiamo sprecare». Elisabetta Argenziano si ri­ferisce alla grande battaglia e al lavoro che il sindacato ha portato avanti negli ultimi dieci anni, trovando nell’im­pegno della consigliera Cia-ramella la massima disponi­bilità al dialogo.

La speranza di Federbiologi è che in Campania si ufficia­lizzi del tutto il modello di ,rete contratto”, così come si è fatto in Puglia, Basilicata e in Calabria dove si è lavorato per salvaguardare profes­sionalità e posti di lavoro. In questo semola Campania sa­rebbe pronta, visto che è già stata realizzata la rete con­tatto ‘,Re Lab Federbiologi, Con questo modello i labora­tori, conservando la fase analitica, continuerebbero ad assicurare l’assistenza e il vicinanza al territorio e all’u­tenza, indispensabile soprat­tutto nel momento in cui i piccoli ospedali saranno ri­convertiti. Tutto ciò avverrà nell’intento di salvaguarda­re i posti di lavoro esistenti, tutelare l’attività professio­nale° migliorare l’offerta.

 

Da: IL DENARO.IT

Edizione:  12 Febbraio 2018

Laboratori di analisi, Argenziano (Federbiologi): Anche in Campania il modello di “rete contratto”

Quanto rilevato da Antonella Ciaramella sulla riorganizzazione della rete dei laboratori è estremamente grave, siamo certi che il governatore Vincenzo De Luca farà tutto quanto in suo potere per salvare i posti di lavoro e le imprese campane”. Queste le parole della presidente di Federbiologi Elisabetta Argenziano in merito all’allarme lanciato dalla consigliera regionale del Pd. «Grazie all’interessamento della consigliera Ciaramella – prosegue Argenziano – abbiamo la conferma dei danni che una visione restrittiva della riorganizzazione della rete sta creando e creerà. Sappiamo che multinazionali estere e società di capitali hanno fatto incetta di laboratori in tutto il Paese, ciò sta avvenendo anche in Campania. Qui abbiamo ancora la possibilità di salvare la professionalità italiana per evitare il peggio. Un’occasione che non dobbiamo sprecare”. Elisabetta Argenziano si riferisce alla grande battaglia e al lavoro che il sindacato ha portato avanti negli ultimi dieci anni, trovando nell’impegno della consigliera Ciaramella la massima disponibilità al dialogo.
La speranza di Federbiologi è che in Campania si ufficializzi del tutto il modello di “rete contratto”, così come si è fatto in Puglia, Basilicata e in Calabria dove, anche se in piano di rientro, si è lavorato per salvaguardare professionalità e posti di lavoro. In questo senso la Campania sarebbe pronta, visto che è già stata realizzata la rete contatto “RC Lab Federbiologi”. Con questo modello i laboratori, conservando la fase analitica, continuerebbero ad assicurare l’assistenza e il vicinanza al territorio e all’utenza, indispensabile soprattutto nel momento in cui i piccoli ospedali saranno riconvertiti. Obiettivo principale del modello è conservare i laboratori sul territorio per le analisi di routine e potenziarne l’attività con strutture ad alta specializzazione interne o anche esterne alla rete per l’esecuzione di esami specialistici e super specialistici ad alto costo è bassa frequenza. Tutto ciò avverrà nell’intento di salvaguardare i posti di lavoro esistenti, tutelare l’attività professionale, migliorare l’offerta prestazionale e ridurre gli accessi multipli, senza alcun incremento dei costi per le casse regionali. Sarà cura degli organi della rete operare e documentare le economie di scala, garantire con procedure interne la tracciabilità e la rintracciabilità dei campioni con trasporti certificati, assicurare la sostenibilità ambientale del sistema e dimostrare la qualità delle prestazioni delle singole strutture e dell’intera aggregazione. “La visione miope della precedente Giunta Regionale – prosegue Argenziano – non ci ha mai concesso di illustrare appieno il sistema “rete contratto”, bocciando in maniera sommaria una forma di aggregazione sancita dalla legge dello stato e insistendo con ingiustificata testardaggine solo su modelli di centralizzazione dell’attività analitica”. Muro contro muro, perché i professionisti biologi dimostrano con dati bibliografici, a loro volta, che la centralizzazione costituisce un grosso rischio per l’attendibilità dei dati analitici, per i tempi d’attesa e anche per l’ambiente. La speranza dei biologi è che Vincenzo De Luca possa decidere di prendere la decisione di salvare più 1.500 posti di lavoro, tra laboratori e indotto. Considerato anche che l’attuale interpretazione della riorganizzazione non porta alcun giovamento alle finanze della Regione. La speranza è che l’annuncio di un cambiamento possa arrivare lunedì 12 febbraio, in occasione dell’incontro che vedrà il commissario ad acta a confronto con gli addetti ai lavori.

Disponibile a:  https://www.ildenaro.it/laboratori-analisi-argenziano-federbiologi-anche-campania-modello-rete-contratto/

Da: BELVEDERENEWS.NET

Edizione:  12 Febbraio 2018

SANITA’ . Federbiologi : Multinazionali e laboratori campani, uno scandalo da fermare. Elisabetta Argenziano: «Nelle mani di Vincenzo De Luca l’unica speranza di giovani professionisti e imprenditori»

NAPOLI. «Quanto rilevato da Antonella Ciaramella sulla riorganizzazione della rete dei laboratori è estremamente grave, siamo certi che il governatore Vincenzo De Luca farà tutto quanto in suo potere per salvare i posti di lavoro e le imprese campane». Queste le parole della presidente di Federbiologi Elisabetta Argenziano in merito all’allarme lanciato dalla consigliera regionale del Pd.

«Grazie all’interessamento della consigliera Ciaramella – prosegue Argenziano – abbiamo la conferma dei danni che una visione restrittiva della riorganizzazione della rete sta creando e creerà. Sappiamo che multinazionali estere e società di capitali hanno fatto incetta di laboratori in tutto il Paese, ciò sta avvenendo anche in Campania. Qui abbiamo ancora la possibilità di salvare la professionalità italiana per evitare il peggio. Un’occasione che non dobbiamo sprecare». Elisabetta Argenziano si riferisce alla grande battaglia e al lavoro che il sindacato ha portato avanti negli ultimi dieci anni, trovando nell’impegno della consigliera Ciaramella la massima disponibilità al dialogo.

La speranza di Federbiologi è che in Campania si ufficializzi del tutto il modello di «rete contratto», così come si è fatto in Puglia, Basilicata e in Calabria dove, anche se in piano di rientro, si è lavorato per salvaguardare professionalità e posti di lavoro. In questo senso la Campania sarebbe pronta, visto che è già stata realizzata la rete contatto «RC Lab Federbiologi». Con questo modello i laboratori, conservando la fase analitica, continuerebbero ad assicurare l’assistenza e il vicinanza al territorio e all’utenza, indispensabile soprattutto nel momento in cui i piccoli ospedali saranno riconvertiti. Obiettivo principale del modello è conservare i laboratori sul territorio per le analisi di routine e potenziarne l’attività con strutture ad alta specializzazione interne o anche esterne alla rete per l’esecuzione di esami specialistici e super specialistici ad alto costo è bassa frequenza. Tutto ciò avverrà nell’intento di salvaguardare i posti di lavoro esistenti, tutelare l’attività professionale, migliorare l’offerta prestazionale e ridurre gli accessi multipli, senza alcun incremento dei costi per le casse regionali. Sarà cura degli organi della rete operare e documentare le economie di scala, garantire con procedure interne la tracciabilità e la rintracciabilità dei campioni con trasporti certificati, assicurare la sostenibilità ambientale del sistema e dimostrare la qualità delle prestazioni delle singole strutture e dell’intera aggregazione.

«La visione miope della precedente Giunta Regionale – prosegue Argenziano – non ci ha mai concesso di illustrare appieno il sistema “rete contratto”, bocciando in maniera sommaria una forma di aggregazione sancita dalla legge dello stato e insistendo con ingiustificata testardaggine solo su modelli di centralizzazione dell’attività analitica». Muro contro muro, perché i professionisti biologi dimostrano con dati bibliografici, a loro volta, che la centralizzazione costituisce un grosso rischio per l’attendibilità dei dati analitici, per i tempi d’attesa e anche per l’ambiente. La speranza dei biologi è che Vincenzo De Luca possa decidere di prendere la decisione di salvare più 1.500 posti di lavoro, tra laboratori e indotto. Considerato anche che l’attuale interpretazione della riorganizzazione non porta alcun giovamento alle finanze della Regione. La speranza è che l’annuncio di un cambiamento possa arrivare lunedì 12 febbraio, in occasione dell’incontro che vedrà il commissario ad acta a confronto con gli addetti ai lavori.

Disponibile a : http://www.belvederenews.net/federbiologi-multinazionali-e-laboratori-campani-uno-scandalo-da-fermare-elisabetta-argenziano-nelle-mani-di-vincenzo-de-luca-lunica-speranza-di-giovani-professionisti-e-imprenditori/

Da: OTTOPAGINE

Edizione:  12 Febbraio 2018

Sanità, i laboratori campani incontrano il governatore De Luca

Oggi appuntamento coi rappresentanti del consiglio regionale, Federbiologi e Confapi

Napoli.  «I laboratori campani incontrano il presidente De Luca» è il tema dell’incontro che si terrà oggi, lunedì 12 febbraio, alle ore 16, presso il centro congressi Tiempo (Centro direzionale, isola E/5 scala A) a cui parteciperanno il governatore Vincenzo De Luca, la Presidente del Consiglio regionale della Campania Rosa D’Amelio, a Presidente Confapi Sanità Campania Silvana Papa, i consiglieri regionali Antonella Ciaramella e Alfonso Longobardi, i biologi laboratoristi Salvatore Cortese e Alfonso Postiglione e rappresentanti dei fornitori e dei dipendenti dei laboratori della Campania. Modererà l’incontro Elisabetta Argenziano, segretario nazionale Federbiologi.

Disponibile a: https://www.ottopagine.it/na/attualita/149716/sanita-i-laboratori-campani-incontrano-il-governatore-de-luca.shtml

Da: SALUTE A TUTTI

Edizione:  12 Febbraio 2018

Incontro tra De Luca e laboratori, Longobardi: “Tutelare laboratori di analisi campani”

«I laboratori campani  incontrano il presidente De Luca» è il tema dell’incontro che si è tenuto oggi presso il centro congressi Tiempo (Centro direzionale, isola E/5 scala A) a cui hanno partecipato il governatore Vincenzo De Luca; la Presidente del Consiglio regionale della Campania Rosa D’Amelio; la Presidente Confapi Sanità Campania Silvana Papa; i consiglieri regionali Antonella Ciaramella e Alfonso Longobardi; i biologi laboratoristi Salvatore Cortese e Alfonso Postiglione; e rappresentanti dei fornitori e dei dipendenti dei laboratori della Campania. L’incontro è stato moderato da Elisabetta Argenziano, segretario nazionale Federbiologi.

“Oggi con De Luca ho incontrato una cospicua rappresentanza dei laboratori di analisi clinica. In Campania da sempre i laboratori rappresentano una significativa parte del comparto sanitario e garantiscono efficienza, economicità ed efficacia delle prestazioni, grazie ad una presenza capillare sul territorio regionale. Così come imposto da leggi nazionali e dall’accordo Stato-Regione, con i successivi decreti commissariali, il processo di riorganizzazione del comparto e le procedure di aggregazione delle strutture di laboratorio prevede il raggiungimento di un numero minimo di 200mila prestazioni annue quale parametro quali-quantitativo richiesto per ottimizzare la risposta sanitaria e l’attività gestionale dei laboratori. I modelli di aggregazione previsti dalla normativa nazionale ed adottati in molte regioni italiani prevedono varie tipologie di accorpamento (riconosciute dalla normativa vigente e dal codice civile) che uniscono l’esigenza di rispettare la soglia minima annuale di prestazioni ed il mantenimento dei livelli occupazionali, senza determinare alcun danno alle attività e alle aziende coinvolte nel processo di riorganizzare. Proprio in Campania, così come avvenuto in Puglia ed in Calabria, per evitare la chiusura di numerose attività con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, senza comunque determinare risparmi economici, stiamo lavorando da tempo per arrivare ad adottare forme innovative di aggregazione come i “Contratti di Rete” tra i laboratori. Tale nuovo modello di accorpamento consentirebbe sia il mantenimento dell’autonomia delle strutture nella fase analitica completa (ovvero la possibilità di continuare ad erogare le prestazioni di laboratorio fino ad oggi effettuate) sia la necessità di adempiere a quanto previsto dalla norme, ovvero procedere all’aggregazione giuridica delle strutture. Proprio per meglio strutturare questa nuova proposta di aggregazione, con il Presidente Vincenzo De Luca, abbiamo lavorato ad una proroga tecnica che fissa ad aprile 2018 il termine per completare tutti gli adempimenti utili e dare stabilità ad un comparto quale quello dei laboratori di analisi cliniche, che nonostante le incredibili difficoltà continuano ogni giorno a garantire qualità e una risposta assistenziale certa a favore di tutti i Campani“. Così in una nota Consigliere Regionale della Campania, On. Alfonso Longobardi, Vicepresidente della Commissione Bilancio.

Disponibile a : http://www.saluteatutti.it/incontro-de-luca-laboratori-longobardi-tutelare-laboratori-analisi-campani/

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